Recensione: Roma in Jazz

Fonte: Roma in Jazz

Faden Piano

Faden Piano trio

“Mehr als leben”
(Bluetattoomusic, 2011)

di Stefano Cazzato

Pier Marco Turchetti piano

Adriano “Rujio” Rugiadi fretless bass
Stefano Calvano drums e percussions

Il disco è ambizioso, non c’è che dire, e non solo perché presenta sette brani tutti originali. Lo è in quanto rivendica programmaticamente una matrice filosofica, che ha a che vedere con la mitteleuropa.  Lo si capisce da una lirica di Paul Celan (“Fadensonnen”) che apre un libretto molto intellettuale e allusivo nei suoi riferimenti anche fotografici. E lo si capisce soprattutto dal titolo nietzscheano di un brano che dà anche il titolo all’album: “Mehr als leben”, più che vita.

Ma “vita, più che vita, più vita” è anche il manifesto filosofico di Georg Simmel, pensatore tedesco ritenuto unanimente il fondatore del vitalismo.

Da questa land filosofica, insofferente alle strutture troppo rigide della ragione, bisogna  partire se si vuole capire l’ispirazione culturale  e sentimentale dell’intero lavoro che risente dell’impronta decisiva di Pier Marco Turchetti (pianista ma anche germanista, scrittore e critico) qui supportato da due musicisti validi ed esperti come Rugiadi e Calvano.

Che “Mehr als leben” sia un lavoro vitalista ed esuberante non c’è dubbio. A condizione che non si pensi al vitalismo come all’assenza totale di forma e di controllo, al caos sonoro, alla  disgregazione dionisiaca, all’improvvisazione fine a se stessa. Si deve pensare invece all’idea di flusso, di indeterminazione, di potenza, di tensione ma senza che il filo (faden, appunto) del discorso musicale  si rompa. Un discorso dove confluiscono esperienza diverse: la musica colta e il romanticismo,  il jazz afroamericano e quello europeo, con alcune suggestioni folkloriche.

di Stefano Cazzato

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